Palpazione del Tendine d’Achille: il Test Più Sottovalutato dell’Esame Clinico
Basato su: Smith AK, Smitheman HP, Pohlig RT, Butera KA, Silbernagel KG. Don’t Underestimate Pain on Palpation in the Clinical Exam for Achilles Tendinopathy. International Journal of Sports Physical Therapy 2026;21(3) — studio cross-sectional su 182 pazienti che confronta quattro misure cliniche di dolore con la struttura del tendine all’ecografia.
E se il test più informativo nella valutazione della tendinopatia achillea fosse il più semplice di tutti? Lo studio di Smith e colleghi del 2026 ha confrontato su 182 pazienti quattro misure cliniche di dolore con la struttura del tendine all’ecografia. Solo una ha mostrato una correlazione: la palpazione.
Risposta rapida
Nella tendinopatia achillea della porzione media, su 182 pazienti, l’unica misura clinica di dolore correlata alle alterazioni strutturali del tendine all’ecografia è la palpazione. VISA-A, soglia del dolore alla pressione e dolore al salto monopodalico non mostrano correlazione con la struttura. La palpazione resta un test semplice, gratuito, riproducibile e clinicamente più informativo di quanto si pensasse.
In sintesi
- Studio cross-sectional su 182 pazienti con tendinopatia achillea della porzione media (età media 47 anni, 103 donne).
- Quattro misure cliniche di dolore confrontate con tre parametri strutturali ecografici: solo il dolore alla palpazione correla con spessore e area di sezione trasversa (CSA) del tendine.
- La correlazione persiste anche dopo aver controllato la sensibilità generale al dolore (PPT): la palpazione fornisce un’informazione clinica unica, non riducibile alla “sensibilità al dolore” del paziente.
- È un test gratuito, accessibile, riproducibile. Le linee guida lo includono già nei criteri diagnostici, ma il suo valore prognostico è probabilmente sottovalutato.
Il dilemma del dolore nella tendinopatia achillea
La tendinopatia achillea della porzione media è una condizione che colpisce persone di ogni età e livello di attività. Il quadro clinico è caratterizzato da dolore al carico, riduzione della performance e alterazioni strutturali del tendine visibili in ecografia: ispessimento fusiforme, aumento dell’area di sezione trasversa.
Il problema, in pratica clinica, è che l’ecografia non è sempre disponibile in studio. La diagnosi resta principalmente clinica e si basa su misure di dolore — VISA-A, palpazione, soglia del dolore alla pressione, dolore con il carico dinamico. Fino a oggi, però, non era chiaro quali di queste misure riflettessero davvero la patologia tendinea e quali invece intercettassero solo aspetti soggettivi del dolore.
Lo studio: quattro misure di dolore a confronto con l’ecografia
Smith e colleghi hanno arruolato 182 pazienti con diagnosi di tendinopatia achillea della porzione media (età media 47 anni, 103 donne, 79 maschi, BMI medio 28,8). I criteri di inclusione: dolore al tendine d’Achille che peggiora con il carico funzionale e dolore alla palpazione della porzione media. Esclusi pazienti con precedente rottura del tendine, infiltrazioni recenti o altre patologie limitanti l’esercizio.
Su tutti i pazienti, in una singola visita, sono state misurate quattro variabili cliniche di dolore e tre parametri strutturali del tendine all’ecografia in B-mode. Le quattro misure di dolore:
- Dolore alla palpazione: il clinico stringe medialmente e lateralmente la porzione media del tendine d’Achille fra pollice e indice, nella zona di massimo ispessimento (o di massimo dolore se l’ispessimento non è evidente). Il paziente riporta il dolore con la scala numerica del dolore (NPRS, 0-10).
- Soglia del dolore alla pressione (PPT): con un algometro meccanico (SBMedic) si applica pressione bilateralmente al tendine al ritmo di 30 kPa/s su 1 cm² di area di contatto, fino al primo momento doloroso. Misura espressa in kPa.
- Dolore al salto monopodalico: il paziente esegue 25 saltelli su un piede e riporta il dolore subito dopo (NPRS 0-10).
- VISA-A (Victorian Institute of Sport Assessment – Achilles): questionario auto-somministrato di 8 item, da 0 a 100 punti — più alto è meglio. Misura disabilità globale e gravità sintomatica.
I tre parametri ecografici: spessore massimo del tendine, grado di ispessimento (differenza tra spessore massimo e spessore di un tendine sano a 2 cm), area di sezione trasversa (CSA).
Il risultato che cambia la prospettiva
Le quattro misure di dolore risultano tra loro correlate, con coefficienti deboli o moderati: condividono cioè aspetti comuni dell’esperienza dolorosa. Ma quando si confrontano con la struttura del tendine, emerge un dato molto netto.
Solo il dolore alla palpazione mostra una correlazione significativa con i parametri strutturali del tendine:
- Spessore del tendine (r = 0,20, p = 0,007)
- Area di sezione trasversa CSA (r = 0,21, p = 0,005)
VISA-A, soglia del dolore alla pressione e dolore al salto monopodalico non mostrano alcuna correlazione significativa con la struttura del tendine.
Il punto critico arriva nella regressione lineare. Aggiungendo la PPT come variabile di controllo — quindi tenendo conto della sensibilità generale del paziente al dolore — la palpazione resta un predittore indipendente di spessore tendineo (b = 0,027, p = 0,002), area di sezione trasversa (b = 0,044, p = 0,003) e grado di ispessimento (b = 0,015, p = 0,028). La PPT, invece, non è predittore significativo in nessuno dei modelli.
Tradotto: il dolore evocato dalla palpazione non riflette semplicemente quanto un paziente è “sensibile” al dolore in generale. Porta un’informazione clinica specifica, legata alla patologia locale del tendine.
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Le quattro misure di dolore in una pagina
| Misura clinica | Cosa misura | Correlazione con struttura del tendine | Cosa offre al fisioterapista |
|---|---|---|---|
| Dolore alla palpazione (NPRS) | Dolore evocato dalla compressione locale del tendine | ✅ Sì (debole ma significativa, indipendente da PPT) | Lettura della patologia strutturale, anche senza ecografia |
| VISA-A (questionario) | Disabilità funzionale percepita, gravità globale dei sintomi | ❌ No | Dimensione funzionale e psicosociale del problema |
| Soglia del dolore alla pressione (PPT) | Sensibilità generale del sistema nervoso al dolore | ❌ No | Indizio sulla sensibilizzazione, utile in pazienti complessi |
| Dolore al salto monopodalico (25 hop) | Risposta funzionale del tendine sotto carico dinamico | ❌ No | Comportamento sotto carico, utile per progressione e ritorno allo sport |
Perché la palpazione “vince” sulla struttura
La spiegazione che gli autori propongono è meccanica prima che teorica: la palpazione applica direttamente uno stimolo al tessuto tendineo alterato, e il dolore evocato dipende — almeno in parte — dalle caratteristiche strutturali locali del tendine. È un test che mette le mani esattamente dove la patologia è.
Le altre misure intercettano dimensioni diverse del problema. Il VISA-A riflette la disabilità funzionale percepita e la gravità globale, mediata da fattori psicosociali e dal carico quotidiano. La soglia del dolore alla pressione (PPT) misura la sensibilizzazione del sistema nervoso, che è più legata al cervello che al tendine. Il dolore al salto monopodalico riflette il comportamento del tendine sotto carico dinamico, ma non la sua morfologia.
Tutte queste misure restano clinicamente utili — anzi, sono complementari nel quadro completo del paziente. Ma solo la palpazione fa da ponte tra il sintomo riportato e la patologia strutturale documentabile in ecografia. Per il fisioterapista che lavora senza ecografia in studio, è un’informazione che vale la pena prendere sul serio.
Implicazioni cliniche per il fisioterapista
Il messaggio è semplice: non sottovalutare il test che fai già da sempre. La palpazione è gratuita, replicabile in ogni studio e clinicamente più informativa di quanto si pensasse.
1. Standardizza la palpazione
Eseguila sempre con la stessa tecnica: paziente prono con piedi e caviglie fuori dal lettino, presa medio-laterale del tendine fra pollice e indice, pressione costante, stessa zona di valutazione (porzione media, 2-7 cm prossimalmente all’inserzione calcaneare). Annota il valore NPRS da 0 a 10. La standardizzazione è il prerequisito per un confronto sensato tra prima e dopo trattamento.
2. Usala come indicatore prognostico
Un dolore alla palpazione elevato all’inizio del percorso suggerisce alterazioni strutturali più marcate. In altri studi citati dagli autori, una riduzione di 2 punti NPRS alla rivalutazione è clinicamente significativa per il miglioramento percepito dal paziente. È un riferimento operativo concreto per monitorare l’evoluzione del trattamento.
3. Affianca, non sostituisce, le altre misure
VISA-A, dolore al salto e PPT continuano ad avere un ruolo nel quadro del paziente: misurano dimensioni diverse (disabilità funzionale, sensibilizzazione, carico dinamico). La palpazione si aggiunge come strumento per leggere la struttura, non per rimpiazzarle. Il vero salto è metterle insieme: sintomi globali (VISA-A), comportamento sotto carico (salto), sensibilizzazione (PPT) e patologia locale (palpazione).
Dalla valutazione alla riabilitazione
Il valore prognostico della palpazione si capisce davvero quando si guarda al passo successivo: il programma di carico. La riabilitazione della tendinopatia achillea con esercizio progressivo punta sull’adattamento del tendine a carichi alti, ripetibili e sostenibili dal paziente. Avere all’inizio una misura della patologia strutturale, anche grossolana come la palpazione, aiuta a fissare le aspettative del percorso e a monitorare la risposta nel tempo. Una palpazione molto dolorosa al baseline è coerente con un tendine più alterato e con una riabilitazione più lunga; la riduzione progressiva dell’NPRS in quel test è uno dei segnali clinici concreti che il programma sta funzionando.
I limiti dello studio
Va detto chiaramente: lo studio è cross-sectional, cioè cattura il rapporto tra dolore e struttura in un singolo momento. Non racconta come questa relazione evolva nel tempo, né quanto la palpazione predica davvero il decorso a 6 o 12 mesi. Per quello servirebbero studi prospettici di follow-up.
Un secondo limite importante: i pazienti inclusi avevano solo la forma della porzione media. Per le tendinopatie inserzionali, più vicine al calcagno, le caratteristiche cliniche e strutturali sono diverse e questi rapporti potrebbero non valere allo stesso modo. Gli autori sono espliciti: i risultati non sono generalizzabili alle inserzionali finché non saranno studiate separatamente.
Infine, le correlazioni trovate sono deboli in termini statistici (r intorno a 0,20). Questo significa che la palpazione spiega solo una parte della varianza strutturale del tendine: è un’informazione clinica utile, non un sostituto pieno dell’ecografia.
Conclusione
La palpazione del tendine d’Achille non è soltanto un gesto della tradizione clinica: è la misura più informativa per stimare la patologia strutturale, anche senza ecografia. Standardizzala, registrala come NPRS, usala in fase diagnostica e nel monitoraggio del trattamento. Le altre misure — VISA-A, salto, PPT — restano strumenti complementari per leggere il quadro completo del paziente. Ma se devi scegliere il test che ti dice di più sul tendine, secondo questi dati la palpazione è probabilmente quello più sottovalutato dell’esame clinico per la tendinopatia achillea.
Approfondimento
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Riferimenti scientifici
- Smith AK, Smitheman HP, Pohlig RT, Butera KA, Silbernagel KG. Don’t Underestimate Pain on Palpation in the Clinical Exam for Achilles Tendinopathy. International Journal of Sports Physical Therapy. 2026;21(3).
- Millar NL, Silbernagel KG, Thorborg K et al. Tendinopathy. Nature Reviews Disease Primers. 2021;7(1):1.
- Silbernagel KG, Hanlon S, Sprague A. Conservative Management of Achilles Tendinopathy: Current Clinical Concepts. Journal of Athletic Training. 2020;55(5):438-447.
- de Vos RJ, Silbernagel KG, Malliaras P et al. ICON 2023: International Scientific Tendinopathy Symposium Consensus — the Core Outcome Set for Achilles Tendinopathy (COS-AT). British Journal of Sports Medicine. 2024;58(20):1175-1186.
- Cook JL, Purdam CR. Is Tendon Pathology a Continuum? A Pathology Model to Explain the Clinical Presentation of Load-Induced Tendinopathy. British Journal of Sports Medicine. 2009;43(6):409-416.
- Hutchison AM, Evans R, Bodger O et al. What is the Best Clinical Test for Achilles Tendinopathy? Foot and Ankle Surgery. 2013;19(2):112-117.
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Fisioterapista (BSc, PT, SPG Level III, Australia) con quasi 40 anni di esperienza nel mondo ortopedico e sportivo. Direttore del Rebound’s Motion Lab e delle Rebound’s running clinics, è specializzato nelle problematiche della corsa e nelle tendinopatie. Docente Streamed di tre videocorsi, tra cui Riabilitazione delle Tendinopatie: Tendine d’Achille e Ischiocrurali.
Disclaimer. Questo contenuto è una rassegna scientifica a finalità formativa e divulgativa, basata sull’evidenza pubblicata e destinata a professionisti sanitari. Non costituisce diagnosi, prescrizione o consiglio terapeutico personalizzato e non sostituisce il rapporto diretto medico-paziente o fisioterapista-paziente. Ogni decisione clinica resta affidata al giudizio individuale del professionista sanitario abilitato e iscritto al rispettivo Albo, prima di intraprendere qualsiasi attività fisica o esercizio descritto. L’autore declina ogni responsabilità per l’utilizzo dei contenuti al di fuori della finalità divulgativa.
